Le nostre storie

Il canile intercomunale

Storie di abbandono

Il canile intercomunale "Rifugio di Bagnarola" ha sede in Via Fondazza 7/a a Budrio, provincia di Bologna, comprende i Comuni di Budrio, Castenaso, Medicina e Molinella.
I volontari hanno cominciato nel 1984, aiutando un'anziana signora, inquilina di una casa colonica nella campagna budriese, a Bagnarola, da cui il nostro nome. La signora si prendeva cura dei cani abbandonati salvandoli da terribili canili lagher, ma soprattutto salvandoli dalla vivisezione, purtroppo molto praticata all'epoca.
Una volta alla settimana, alcune amiche, appassionate di animali andavano ad aiutarla. Decisero però di fare le cose in regola: formarono un'associazione di volontari che con l'aiuto del Comune costruirono l'attuale canile in Via Fondazza, attuale sede.
I primi sforzi furono necessari per la costruzione di due grandi capannoni dove accogliere i 140 cani ospiti , per poi dedicarsi alla costruzione della "casa" rifugio: cucina, ambulatorio, servizi, dispensa.
Dal 1984 i cani sono aumentati vertiginosamente fino ad arrivare agli attuali 280, senza contare il centinaio di cuccioli che vengono fatti adottare ogni anno direttamente dalle cucciolate. Il motivo per il quale si è scelto di non ospitare cuccioli, se possibile, all'interno del canile, è che la vicinanza di altri cani adulti può contagiarli non essendo ancora sottoposti alle dovute vaccinazioni.
In un anno possono anche entrare più di 120 cani, ma ne vengono adottati solo un terzo, il rischio è il sovraffollamento e cattive condizioni igieniche, per cui sono in previsione diversi progetti di ampliamento/miglioramento delle strutture.

Il resto dei soldi viene raccolto dai volontari tramite banchetti organizzati fuori dai Supermercati, dentro alle feste campestri, fiere e a volte addirittura mettendo le mani al proprio portafoglio.

 

R  O  L  F

 

 Sono un cucciolo di pastore tedesco di 5 mesi, mi chiamo Rolf.
Quando il mio ex padrone mi ha investito involontariamente con l'auto, è stato preso dal panico e, non sapendo come e cosa fare, mi ha portato davanti al canile e mi ha legato al cassonetto dei rifiuti.
Io, sicuramente, non avrei avuto comunque la forza di muovermi perché ero messo decisamente male.

Dopo pochi minuti è arrivata una macchina gialla con una donna sopra che, vedendomi, ha cominciato ad inveire contro tutti quelli che abbandonano gli animali.
Appena si è accorta in che condizioni mi trovavo, mi ha preso in braccio delicatamente e mi ha trasportato all'interno del canile, in una cameretta tutta bianca che sapeva di medicinali; ha poi telefonato ad un signore di nome Donato che, ho imparato poi, è il veterinario.
Quante punture ragazzi!!
Appena arrivato il veterinario ha cominciato subito a sforacchiarmi e a parlarmi con voce dolce dicendomi che dovevo farmi coraggio, che ce la potevo fare facendo il bravo, perché in pochi giorni pensavano di rimettermi a nuovo.
A nuovo?
Facevo fatica a crederci, mi sentivo come se mi avessero passato tra un tritacarne!
Quella della macchina gialla, che si chiama Lella, per molti giorni mi ha accudito, coccolato e dato bocconcini buoni. Io, piano piano ho ripreso forza, ho potuto muovere i primi passi ed avventurarmi fuori dalla cameretta bianca.
Quanti cani!
Tutti intorno a me, mi annusavano, mi abbaiavano e, se devo essere sincero, uno ha pure tentato di mordermi.
Lella intanto gridava a tutti quei cani di fare attenzione, perché io ero piccolo e malato, gridava di non farmi del male perché ero un nuovo compagno.
Sono passate due settimane, mi sento in ottima forma , le ferite stanno cominciando a cicatrizzarsi, ho tanti amici e .... sono felice di essere un cane.

2 marzo 1996


Torna indietroPagina inizialeVai avanti